VACCINI ANTINFLUENZALI, VACCINO ANTI-COVID E TERZA ETÀ

Le iniezioni di potassio cloruro: dai condannati a morte ai condannati al vaccino obbligatorio

Articolo del Dott. Stefano Scoglio Ph.D.

Ho pubblicato a suo tempo un commento al documento della Cochrane Library che, dopo aver analizzato circa 150 studi sui vaccini antinfluenzali, concluse che la diminuzione del rischio assoluto di contrarre l’influenza grazie ai vaccini antinfluenzali si attesta attorno all’1%, cioè chi si vaccina ha solo un 1% di probabilità in meno di contrarre l’influenza. E questo a fronte di effetti collaterali che, secondo lo stesso report della Cochrane Library, non sono insignificanti (https://www.facebook.com/notes/stefano-scoglio/obbligo-del-vaccino- influenzale-per-la-cochrane-library-bibbia-della-medicina-uf/3215641325145811).

Ma anche la Cochrane Library tende a sottovalutare i rischi dei vaccini antinfluenzali. Intanto, succede che in Campania viene ritirato all’improvviso un lotto di Fluad, il vaccino influenzale specifico per la terza età, lo stesso vaccino che fu ritirato dal commercio nel 2014 per morti sospette:

Non andate a cercare l’articolo, nel frattempo è stato ritirato, perché viviamo in democrazia, dove la trasparenza è principio fondante. La stessa cosa accaduta di recente nelle Marche, dove un mio conoscente (di cui non faccio il nome per motivi di privacy) è morto improvvisamente subito dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale (probabilmente il Fluad), e a parte le iniziali notizie girate su chat locali (di cui ho copia), sui giornali è stato tutto insabbiato.

Quindi, occorre chiedersi cosa ci sia di così pericoloso in questo vaccini antinfluenzali da causare, in alcuni casi, addirittura la morte, senza contare tutti i danni non immediati che sicuramente avvengono. Ho analizzati i 3 principali vaccini antinfluenzali in commercio: il Fluarix tetra, il Fluad e il Vaxigrip.

I vaccini influenzali

Iniziamo da quello che sembra più “blando”, e pur sempre rischioso, il Fluarix tetra, che, al di là dei ceppi virali standard aggiunti ogni anno, contiene i seguenti eccipienti:

Cloruro di sodio

Sodio fosfato dibasico dodecaidrato Potassio fosfato monobasico Cloruro di potassio

Cloruro di magnesio esaidrato

-tocoferolo succinato acido Polisorbato 80

Ottoxinolo 10

Acqua per preparazioni iniettabili.

Ora, un dato risalta immediatamente: il cloruro di potassio è usato in USA come terzo e più decisivo ingrediente dell’iniezione letale. Il suo meccanismo d’azione consiste nell’alterare il funzionamento del muscolo cardiaco, provocando l’arresto cardiaco e la morte. Se la dose letale per via orale è di 2500 mg/kg, la dose letale per via parenterale è molto più bassa, sui 25-30 mg/kg peso corporeo. Ma questo vale quando si iniettasse solo cloruro di potassio e in una persona sana.

Questo calcolo tuttavia appare molto sbilanciato a favore del potassio cloruro. Infatti, il tasso di assimilazione orale dei minerali/metalli è dello 0.1%, a fronte del 100% di quello endovenoso. Questo significa che i 2500 mg/kg letali per via orale, corrispondono a soli 2.5 mg/kg per via endovenosa, una quantità molto più bassa.

Nel Fluarix ci sono 0.3 milligrammi di potassio, una quantità molto al di sotto del limite letale. Tuttavia, innanzitutto vale il principio per cui non tutto ciò che fa bene per via orale, fa bene per via intramuscolare o endovenosa. Ad esempio, provate a iniettare aria per via endovenosa…Infatti, sia il potassio cloruro sia il fosfato non possono essere iniettati da soli, perché letali a qualsiasi concentrazione:

04.2 Posologia e modo di somministrazione Indice (#Top)

Il medicinale non deve essere iniettato come tale. È mortale se infuso non diluito

Nel Fluarix è diluito con acqua e sodio cloruro, e questo ne garantisce la non letalità, anche se ci si chiede quale sia il razionale di giocare col fuoco di sostanze intrinsecamente potenzialmente letali. Il vero problema, infatti, è che gli equilibri sodio-potassio e calcio-potassio sono molto delicati, la cui alterazione può avere effetti devastanti. E iniettare a tutti indistintamente quantità di potassio cloruro o fosfato, senza riguardo alla condizione individuale, è destinato e indurre danni significativi. Specie per la presenza nel vaccini di altri ingredienti che generano potenti sinergie negative, come vedremo. Ci sono poi eccipienti non quantificati:

Fluarix Tetra può contenere tracce di uova (/alimenti/schede-nutrizionali/uova-di- gallina-intero/) (come ovoalbumina, proteine del pollo), formaldeide, gentamicina (https://www.torrinomedica.it/farmaci/principi-attivi/Gentamicina-Solfato/) solfato e sodio desossicolato…

Quindi, ci sono anche tracce di formaldeide, sostanza vietata in medicina come tossica; e un antibiotico, la gentamicina, noto come ototossico (danni all’udito) e nefrotossico (danni ai reni), e quest’ultimo punto, essendo la gestione del potassio essenzialmente legata ai reni, già di per sé mostra come ci sia una sinergia negativa all’opera. Ed è vero che sono tracce, ma si tratta dj un iniezione intra-muscolare, dove l’assorbimento è totale.

Da ultimo, last but not least, il Fluarix contiene un ingrediente pericolosamente curioso, l’ottoxinolo 10, che è uno spermicida già a suo tempo sospeso dallo FDA; è tossico per le mucose ed è un emulsionante usato in cosmetica ma con molte avvertenze (non portare vicino agli occhi). Non si capisce che cosa ci faccia uno spermicida in un vaccino, se non forse per giustificare i sospetti di chi ritiene che le casa farmaceutiche abbiano sposato la battaglia di Bill Gates & Co. per la riduzione della popolazione mondiale!

Prima di vedere in che modo e per che fattori il potassio cloruro e fosfato, presente nei vaccini con altre sostanze che generano sinergie negative, agisca sull’organismo dei vaccinati, vediamo la composizione degli altri due vaccini. Nel Fluad e nel Vaxigrip la dose di potassio contenuta non è dichiarata. Questo è molto strano e non dovrebbe essere legale. Sia nel Fluad che nel Vaxigrip c’è invece la seguente dichiarazione:

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di Fluad

Una dose di Fluad (0,5 ml) contiene meno di 1 mmol (39 mg) di potassio e meno di 1 mmol (23 mg) di sodio. Ciò significa che Fluad è sostanzialmente privo di potassio e di sodio.

Ora, se guardiamo la composizione del Fluad, troviamo:

Dose da 5 ml/gr:

45 mcg virus

9.75 mg squalene 1,175 mg polisorbato 80

1,175 mg sorbitan trioleato

0.66 mg sodio citrato 0,04 mg acido citrico

Totale: 2360.495 mg

Questo significa che c’è spazio per altri circa 2.6 mg di eccipienti, e che quindi è molto probabile che la quantità non dichiarata di potassio si avvicini pericolosamente proprio a quei 39 milligrammi sotto cui si può stranamente dichiarare la non significatività del contenuto di potassio. Ma è realmente così? E’ vero che, diciamo, 35 mg di potassio, sono una dose insignificante?

Qui emerge il solito equivoco della mancata distinzione tra assunzione orale e assunzione endovenosa o intramuscolare. E’ ovvio che le autorità sanitarie non possono non conoscere l’abissale differenza che passa tra i due tipi di somministrazione. Il che significa che applicare alla somministrazione parenterale i criteri della somministrazione orale è un atto sostanzialmente in malafede e criminale.

Potassio e sinergie negative

Prima di vedere cosa può significare immettere in un colpo solo 35 mg , o anche solo 10 mg, di potassio nell’organismo, vediamo ulteriori fattori di sinergia negativa che ne moltiplicano l’assorbimento e l’azione.

Ad esempio, un fattore critico è la coesistenza di potassio e sorbitolo o suoi derivati come i polisorbati, presenti in tutti e tre i vaccini antinfluenzali. Oltre ad effetti collaterali specifici dei polisorbati iniettati, sulla mortalità delle cavie1 come sulla capacità riproduttiva2, i polisorbati sono emulsionanti che rendono sostanze come il potassio più solubili e dunque più facilmente assimilabili.

Nel caso del Fluad abbiamo anche un quantitativo significativo di squalene, sostanza che per sé è naturale (viene estratta dagli squali ed è presente in piccole quantità anche nell’olio di oliva), ma che iniettato genera reazioni infiammatorie e autoimmuni3 e può promuovere sia patologie autoimmuni che forme artritiche4.

Ma è sul potassio che mi voglio concentrare. Ad esempio, l’azione del potassio viene notevolmente aumentata in caso di ipocalcemia, e guarda caso proprio le persone che fanno, o che dovranno fare, il vaccino influenzale, gli ultra-65enni, sono quelli a maggior rischio di ipocalcemia (ridotti tassi ematici di calcio). Lo stesso vale per chi abbia una dieta iposodica, spesso consigliata proprio agli anziani a causa del loro aumentato rischio pressorio e cardiovascolare. Già solo questo lascia intuire come i famosi 39 mg di limite, sicuramente testati oralmente e su persone sane, abbiano un effetto notevolmente aumentato nei soggetti più anziani, quelli più a rischio di infarto conseguente allo sbilanciamento dell’equilibrio sodio-potassio.

Non caso, l’iniezione intra-muscolare del potassio è sconsigliata nei soggetti a ridotta funzionalità renale, proprio per la maggiore difficoltà di tali soggetti all’eliminazione renale del minerale, e quindi al maggiore rischio di accumulo. Guarda caso anche qui i soggetti che hanno meno capacità di escrezione renale, e quindi di accumulo di potassio, sono proprio quei soggetti, i bimbi fino a 3 anni e gli ultra-65enni, che sono i più soggetti a vaccinazione.

Da considerare anche la coesistenza negativa di diversi altri fattori. Per esempio, l’uso concomitante di ACE-inibitori, alterando la capacità di filtrazione renale, aumenta la ritenzione del potassio. E anche qui, una parte significativa di coloro che fanno il vaccino influenzale fanno uso di tali farmaci.

Anzi, possiamo dire che nei soggetti più anziani, tutte le condizioni suddette, ipocalcemia, diete iposodiche, ridotta funzionalità renale, uso di ACE-inibitori, sono presenti tutti assieme, con un effetto di moltiplicazione esplosivo sull’immissione diretta di potassio nell’organismo.

Anche se tali vaccini non colpiscono tutti nella stessa maniera, dipendendo ciò da numerose condizioni e collaterali; anche se, a parziale temperamento del potassio viene iniettata anche una certa quantità di sodio, è evidente che si sta scherzando col fuoco, e in persone particolarmente a rischio, come abbiamo visto sopra proprio gli ultra-65enni a cui il prodotto è diretto, c’è un’elevata possibilità che il vaccino si trasformi un un cocktail dannoso quando non letale.

Pericolosità del potassio parenterale

Innanzitutto, occorre considerare che:

“La somministrazione orale di potassio è stata ritenuta sicura (fino a certi limit), perché il corpo umano con una normale funzione renale può gestire i carichi di potassio in modo efficiente. La somministrazione intravenosa di 60 mg di cloruro di potassio può produrre arrestocardiaco…5

Ora, l’iniezione vaccinale è per via intramuscolare, non endovenosa, ma la differenza non è così ampia come si vuol far credere. Certamente c’è una differenza nei tempi dell’assorbimento, più lenta nella via intramuscolare, ma in termini di quantità del potassio assorbito, in entrambi i casi si parla del 100% di assorbimento.

Chiaro, l’iniezione del vaccino non immette 60 mg, ma se fossero anche solo 25mg o 10 mg, occorrerebbe valutare le condizioni collaterali che aumentano l’assorbimento e l’accumulo del potassio, alcune delle quali abbiamo visto sopra. Ma c’è una ulteriore e molto importante considerazione: il 98% del potassio nel nostro organismo è intracellulare (soprattutto nelle cellule muscolari), e la relazione tra potassio intra ed extracellulare dipende dal rapporto sodio-potassio:

“Sorprendentemente, un aumento di solo l’1% del potassio extracellulare aumenta il potassio plasmatico del 70%.”

Il potassio plasmatico è quello che più direttamente arriva al cuore, quindi occorre valutare se il vaccino antinfluenzale sia in grado di generare tale aumento. Noi abbiamo un contenuto totale nel nostro corpo di circa 53 mmol/kg, quindi in teoria avremmo, in una persona di 65 kg, circa 3445 mmol. Tuttavia, è noto che il potassio diminuisce con l’età, e specifici studi hanno dimostrato che esso si riduce di circa il 50% nel passaggio da 0 a 100 anni di età.6 Quindi, una persona di 70 anni, avrà una riduzione del potassio di circa il 35%. Questo significa che il totale del potassio in una persona di 70 anni sarà di circa 2239 mmol (3445
-35%). Solo il 2% di questo, ovvero 44.7 mmol, è potassio extracellulare. Come abbiamo visto, per alterare significativamente del 70% il potassio plasmatico, basta un aumento nel sangue di appena l’1% di 44.7 mmol, ovvero basta immettere per via iniettiva nell’organismo appena 0.45 mmol, equivalenti a circa 17.55 mg. In una persona di poco più di 80 anni, come quella morta nelle Marche di recente, questo numero di abbassa ad appena 15.6 mg di potassio per avere un aumento del 70% nel potassio plasmatico, e dunque possibili rapidi effetti sulla funzionalità cardiaca.

A questo punto occorre chiedersi se un tale aumento possa effettivamente avere effetti molto dannosi sul cuore e sul metabolismo cardiocircolatorio. Il totale del liquido extracellulare nel corpo di una persona di 70 kg, ma di 70 anni, è mediamente di 12 litri. Ora, un quantitativo di più di 6.5 mmol/L è fonte di moderate alterazioni cardiache (ECG); mentre un quantitativo superiore agli 8 mmol/L può generare gravi alterazioni cardiache, fino all’infarto.7 In una persona sana di 70 anni, abbiamo visto che il potassio extacellulare è di circa 45 mmol, il che significa un contenuto di 3.75 mmol/L (per litro di liquido extracellulare). Ma a questo dato dobbiamo aggiungere la compresenza delle condizioni viste sopra di ipocalcemia e di iposodia, la riduzione dopo i 65 anni della capacità renale, e l’uso parallelo di farmaci, molti dei quali causano un aumento dei livelli di potassio (iperkaliemia):

“…diuretici…farmaci antinfiammatori non-steroidei, inibitori dell’acetilcolesterinasi, ciclosporine ed eparina sono farmaci che possono causare iperkalinemia riducendo la capacità di eliminazione del potassio.”8

Così, dato che gli ultra 65enni sono i maggiori consumatori di questi farmaci, oltre ad essere i più soggetti a ipocalcemia e iposodia, si fa presto ad arrivare, in questi soggetti, ad un livello base di potassio di 5-6 mmol/L. Ora, se l’aumento di appena l’1% del potassio extracellulare ottenibile con l’iniezione intramuscolare di appena 15-17 mg di potassio, genera un aumento del 70% del potassio extracellulare, in un soggetto con un livello di potassio extracellulare e plasmatico di 5 mmol/L l’iniezione vaccinale porterebbe quel livello a circa 8.5 mmol/L; mentre in un soggetto con 6 mmol/L si arriverebbe a un livello di 10.2 mmol/L. Si tratta in entrambi casi di numeri superiori a quel limite di 8 mmol/L oltre al quale si possono avere alterazioni cardiache gravi, fino all’infarto.

Ma non basta, perché ci sono ulteriori fattori che elevano in modo significativo il potassio extra-cellulare, e sono tutti fattori associabili agli anziani:

“Farmaci che alterano la distribuzione del potassio includono i beta- bloccanti, gli agonisti alfa-adrenergici, le soluzioni iper-toniche e zuccherine, la succinilcolina, l’arginina e la digitale.”9

Infine, un fattore scatenante potenziali crisi di iperkalinemia, e che può generare rischiose sinergie negative con la vaccinazione, è il diabete, un’altra patologia sempre più diffusa tra gli anziani. Uno studio ha dimostrato che pazienti diabetici con una funzionalità renale normale o solo leggermente ridotta possono avere una ridotta capacità di escrezione di un carico acuto del potassio.10 L’iperkalinemia è stata ritenuta essere la causa di morte precoce in diabetici con chetoacidosi. Il 30% di tali diabetici hanno un livello di potassio basale di 6 mmol/L,11 quindi tale da poter facilmente sfociare in una situazione di pericolo cardiovascolare con la somministrazione di una vaccino contenente potassio cloruro e fosfato.

Si tenga conto che

“Una concentrazione serica di potassio inferiore ai 6 mmol/L raramente ha effetti sul cuore. Tuttavia, a livelli superiori a questo, ipotensione, bradicardia, conduzione ventricolare, aritmie, e anche arresti cardiaco possono accadere.”12

Quindi, quando si parla di ultra-65enni, con una capacità di escrezione del potassio ridotta, con probabile ipocalcemia e uso regolare di uno o più farmaci, e magari con una situazione più o meno grave di diabete, è evidente che il livello basale di potassio si avvicina pericolosamente ai 6 mmol/L, e che quindi sottoporre tali soggetti a vaccini con quantitativi incontrollati di potassio rappresenta un rischio non indifferente.

Ora, noi non sappiamo quanto potassio ci sia effettivamente nei vaccini come il Fluad o il Vaxigrip, ma il fatto che esso non sia dichiarato, e soprattutto l’irresponsabilità di affermare che un qualsiasi quantitativo inferiore ai 39 mg equivale a zero, non lasciano presagire nulla di buono, e certamente possono spiegare le morti per arresto cardiaco che abbiamo visto sopra.

Il vaccino Covid

La cosa ancora più preoccupante è che la stessa situazione di ripropone con il vaccino Covid, almeno quello della Pfizer. Questo vaccino anti-Covid è un nuovo tipo di vaccino a mRNA, che non è mai stato utilizzato prima a livello di massa, ed è stato testato solo su poche migliaia di casi nella popolazione (tra l’altro, con importanti effetti collaterali). Giustamente, molti sostengono che non di vaccino si tratta, ma di terapia genica, e che già solo per questo l’idea di renderlo obbligatorio è del tutto assurda: sarebbe come rendere obbligatorio un farmaco per la pressione!

Non parlerò qui di questo aspetto, sicuramente importante, anche per le implicazioni immunitarie e di potenziale alterazione genica di tali tipo di vaccini. Qui voglio focalizzarmi su un aspetto che spesso viene completamente ignorato, e che invece può spiegare la gran parte degli effetti collaterali più immediati che si sono verificati con questo vaccino, e cioè la solita presenza nel vaccino stesso di potassio, sia cloruro che fosfato. Il governo inglese, che ha per primo autorizzato senza nemmeno aspettare la pubblicazione degli studi di fase 3 del vaccino, ha pubblicato quantomeno la composizione del vaccino stesso13:

2. Qualitative and quantitative composition

This is a multidose vial and must be diluted before use. 1 vial (0.45 mL) contains 5 doses of 30 micrograms of BNT162b2 RNA (embedded in lipid nanoparticles). COVID-19 mRNA Vaccine BNT162b2 is highly purified single-stranded, 5’-capped messenger RNA (mRNA) produced by cell-free in vitro transcription from the corresponding DNA templates, encoding the viral spike (S) protein of SARS-CoV-2. Excipients with known effect: For the full list of excipients, see section 6.1.

6.1 List of excipients

ALC-0315 = (4-hydroxybutyl) azanediyl)bis (hexane-6,1-diyl)bis(2- hexyldecanoate)

ALC-0159 = 2-[(polyethylene glycol)-2000]-N,N-ditetradecylacetamide 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine

cholesterol potassium chloride

potassium dihydrogen phosphate sodium chloride

disodium hydrogen phosphate dihydrate sucrose

water for injections

Vediamo dunque che anche il vaccino Covid della Pfizer, oltre alle componenti geniche, contiene diversi eccipienti, tra cui il glicole polietilenico che può generare reazioni allergiche, ma anche potassio cloruro e potassio fosfato. Anche qui, come per Fluad e Vaxigrip, i quantitativi di potassio non sono dichiarati, e si reitera l’idea che, essendo comunque meno di 39 mg, il potassio contenuto è irrilevante. Abbiamo abbondantemente come ciò non sia vero, e come invece l’iniezione diretta nell’organismo di anche solo 15-17 mg di potassio, in persone predisposte può generare effetti devastanti.

Voglio sottolineare quanto sia importante la presenza di questo potassio nel vaccino. Gli effetti di alterazione genica e immunitaria che possono essere prodotti da questo vaccino “genico” sono effetti che devono ancora essere provati, e che comunque difficilmente possono generarsi in forma immediata, richiedendo l’integrazione e successivo sviluppo alterato del materiale genetico nel nostro genoma. Non che questo non sia preoccupante, e dovrebbe essere a carico dei produttori il dimostrare che nel medio-lungo periodo non si generano effetti deleteri a livello genico e, di conseguenza, sulla salute. E’ anche per questo che l’approvazione di questo farmaco genico sotto forma di vaccino bypassando tutti i requisiti e tempi per l’accertamento della sicurezza è una atto criminale di radicale violazione dei diritti umani.

I casi di reazione allergica verificatisi in due membri del National Health Service inglese subito dopo l’inizio delle vaccinazioni di massa con il vaccino Covid14 possono essere dovuti sia al glicole polietilenico, sia agli ingredienti genici che possono sicuramente scatenare una reazione allergica; così come una risposta di alterazione immunitaria immediata con rapido aumento dell’infiammazione, magari a livelli che possono spiegare gli effetti comuni registrati, come febbre, brividi, dolori articolari, mal di testa, etc. Ma è difficile che un aumento per via immunitaria dell’infiammazione possa produrre effetti devastanti immediati.

Invece, l’alterazione radicale dei livelli potassio può condurre, come abbiamo visto, ad alterazione cardiache talmente rapide e gravi da portare anche all’arresto cardiaco.

E se andiamo a vedere i più gravi effetti collaterali registrati in concomitanza del vaccino Pfizer, vediamo che si tratta quasi esclusivamente di effetti legati al sistema cardio-circolatorio. L’8 Dicembre 20202, lo FDA ha rilasciato informazioni su alcuni dei più gravi effetti susseguenti al vaccino Covid Pfizer (affrettandosi a dire che comunque non c’è relazione col vaccino – come se potessero provarlo!), citando 2 morti di individui che avevano ricevuto il vaccino Pfizer:

“Un paziente ha accusato un arresto cardiaco 60 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino ed è morto tre giorni dopo.

L’altro paziente presentava obesità e arteriosclerosi preesistenti, è deceduto tre giorni dopo aver ricevuto un primo vaccino.”15

Quindi, vediamo che il primo caso è un caso dichiarato di arresto cardiaco; il secondo, data la preesistente arteriosclerosi, ricade sempre nel campo cardiovascolare. E questi sono effetti piuttosto rapidi, essendo avvenuti entro 3 gg dal vaccino.

Questi sono solo due casi, ma dobbiamo considerare che si trattava di due cinquantenni in apparente buona salute, in soggetti cioè mancanti di quelle caratteristiche, viste sopra, che rendono gli ultra-70enni molto più soggetti ai rischi del cloruro di potassio. E quando si passerà dalla fase sperimentale alla vaccinazione di massa, già iniziata in UK, il livello di rischio aumenterà notevolmente.

D’altra parte, lo FDA ha anche pubblicato la lista dei possibili effetti collaterali del vaccino Covid della Pfizer, e tra questi sono inclusi, non a caso, “acute myocardial infarction” (infarto) e “miocardite / pericardite”.16

Purtroppo, come hanno sempre fatto coi vaccini per l’influenza, nasconderanno le morti e i danni, non riportandoli o giustificandoli con l’età e le patologie pregresse: l’esatto opposto di quello che fanno col Covid, dove età e patologie pregresse non sono mai motivo per evitare l’attribuzione della morte al Covid.

1 Y. Li, D. Ju, The Application, Neurotoxicity, and Related Mechanism of Cationic Polymers, in Neurotoxicity of Nanomaterials and Nanomedicine, 2017.

2 Ema, Makoto et al., Evaluation of developmental neurotoxicity of polysorbate 80 in rats, Reproductive Toxicology, January 2008, p. 89-99.

3 Shoenfeld, Yehuda; Rose, Noel (Hrsg.), Infection and Autoimmunity, Elsevier Science & Technology, 2004, pp. 87-104.

4 Carlson, Barbro et al., The endogenous adjuvant squalene can induce a chronic T-cell-mediated arthritis in rats, American Journal of Pathology, June 2000, pp.2057-2065

5 Saxena Kusum, Clinical Features and Management of Poisoning Due to Potassium Chloride, Med. Toxicol. Adverse Drug Exp. 4 (6): 429-443, 1989, p. 431.

6 Pierson RN Jr et al., BODY COMPOSITION MEASUREMENTS IN NORMAL MAN: THE POTASSIUM, SODIUM, SULFATE AND TRITIUM SPACES IN 58 ADULTS, J Chron Dis Vol. 35. pp. 419 to 428. 1982.

7Saxena Kusum, Clinical Features and Management of Poisoning Due to Potassium Chloride, Med. Toxicol. Adverse Drug Exp. 4 (6): 429-443, 1989, p. 432.

8 Saxena Kusum, Clinical Features and Management of Poisoning Due to Potassium Chloride, Med. Toxicol. Adverse Drug Exp. 4 (6): 429-443, 1989, p. 433.

9 Saxena Kusum, Clinical Features and Management of Poisoning Due to Potassium Chloride, Med. Toxicol. Adverse Drug Exp. 4 (6): 429-443, 1989, p. 434.

10 Smoller S. Rashid K. Perez GO. et al. Blunted kaliuresis after an acute ora l load in diabetes mellitu s. American Journal of Medical Science 295 (2): 114-121. 1988

11 Olczak SA. Fitzgerald MG. Natt rass M. et al. Diuretics and hyperkalemia in diabetic ketoacidosis. Diabetic Medicine 5: 6869,1988.

12 Saxena Kusum, Clinical Features and Management of Poisoning Due to Potassium Chloride, Med. Toxicol. Adverse Drug Exp. 4 (6): 429-443, 1989, p. 436.

13 https://www.gov.uk/government/publications/regulatory-approval-of-pfizer-biontech-vaccine- for-covid-19/information-for-healthcare-professionals-on-pfizerbiontech-covid-19-vaccine

14 https://www.fox32chicago.com/news/2-uk-healthcare-workers-experience-severe-allergic- reactions-from-covid-vaccine

15 https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-morte_2_persone_che_

16 https://www.fda.gov/media/143557/download


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