Gigi Rizzi e i maneskin

DA GIGI RIZZI AI MANESKIN. L’INVOLUZIONE DELL’ IDENTITA’ DI GENERE

Nel giorno della sua scomparsa, ricordiamo Gigi Rizzi personaggio della vita mondana francese e italiana degli anni sessanta, spesso citato dai giornali di cronaca rosa per il breve flirt avuto con Brigitte Bardot nell’estate del 1968. Qualcuno lo ricorda come imprenditore, attore o playboy delle notti storiche a Saint-Tropez, ma oggi la sua vita, e quello che ha rappresentato per molte generazioni a venire, è come un ricordo un po’ sbiadito della naturale identità di genere, che sempre più si perde all’ombra della confusione indotta ed ostentata di ciò che qualcuno vorrebbe che sia.

Questo mio, non è un discorso improntato sull’omofobia o sulla nostalgia di una identità sessuale in via di estinzione, ma una riflessione sull’estremizzazione di un concetto, quello della fluidità di genere, che a mio parere è una trappola indotta per destabilizzare quell’identità primordiale che è alla base di un concetto più elevato, ovvero il concetto creativo di complementarietà. Nel momento infatti in cui si ha una profonda comprensione della propria identità, al di là del proprio orientamento sessuale, si ha la possibilità di acquisire quel prezioso dono di diventare complementari con il prossimo, che possa essere un compagno o una compagna o con il prossimo in generale.

L’estremizzazione indotta con campagne mirate di indottrinamento e sponsorizzazione di un mix di diversi orientamenti sessuali, provoca la perdita di questa identità, creando insicurezza e mancanza di fiducia in sè stessi e quindi lascia aperta la porta ad una ulteriore manipolazione che può avvenire anche su altri piani. E’ giusto integrare la propria polarità opposta in ogni aspetto della nostra vita, ma non come forzatura o come chiave per spalancare le porte di un Mondo che qualcuno ha costruito in modo artificioso, con lo scopo di abbattere volutamente la bellezza di instaurare una vera relazione sentimentale o sessuale senza ambiguità, confusione o imbarazzo nella scelta di un partner, come se stessimo al ristorante indecisi su che piatto ordinare.

Il fenomeno Maneskin tanto sponsorizzato dai vari circuiti internazionali, in mano ai soliti noti pilotati in questo progetto di manipolazione delle masse, è un esempio lampante di questa pressante campagna pubblicitaria su futuri modelli comportamentali che il pubblico giovane dovrà abbracciare, nel Mondo che qualcuno avrebbe preparato per noi.

Maneskin

Lasciando perdere le incursioni di Transgender famosi nelle scuole pubbliche italiane che portano avanti la “fluida novella” di arruolamento nel futuro esercito di ragazzi e adolescenti manipolati, pronti a giocare su tutte le sponde, diventa ancor più pericolosa quando vengono preparati e proposti anche i libri di testo “gender-free” con lo scopo di colmare, secondo loro, quel gap ideologico comportamentale ( https://lanuovabq.it/it/libri-di-testo-gender-free-al-via-la-campagna ).

Tutto questo non è più accettabile o sostenibile. Il ruolo di una famiglia oggi diventa sempre più importante e vitale, nel proteggere l’identità dei nostri figli e il loro sviluppo mentale e caratteriale, a prescindere dal loro orientamento sessuale. Sapere chi siamo veramente è la base di un corretto sviluppo psicologico al di là di ogni pressione esterna o manipolazione della nostra vera interiorità.

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