PURE BASSETTI CONTRO DRAGHI: “ISTERIA TAMPONI”. Italia rischia Paralisi per Obbligo Green Pass Esteso. Chance per NO VAX

In Piemonte l’87,6 % dei nuovi casi Covid
risulta essere positivo in modo asintomatico

di Carlo Domenico Cristofori

«Bisogna smettere di fare il tampone a chi non sta male: è questo il vizio di forma, perché dal momento che scopri che uno è positivo non è che lo puoi mandare a scuola. Ma se la finiamo di controllare chi sta bene… Dobbiamo capire che i tamponi vanno fatti solo a chi ha sintomi e a chi deve uscire dalla quarantena. Siamo arrivati all’isteria. Non stiamo facendo i tamponi per effettuare il tracciamento, che comunque è impossibile a questo ritmo. Li stiamo facendo a uso esclusivamente individuale: ho dati che dimostrano che c’è chi ne fa due nello stesso giorno, mattina e pomeriggio».

E’ quanto ha dichiarato durante la trasmissione Agorà di RAI 3 il dottor Matteo Bassetti, primario di Infettivologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova chiedendo di semplificare il più possibile le misure anti contagio. Lo evidenzia soprattutto in relazione al largo uso dei test antiCovid che rappresenta un’imminente e diretta conseguenza del Decreto Legge n. 1 del 7 gennaio 2022 imposto dal premier Mario Draghi con l’avallo di tutti i ministri del cosiddetto “Partito Unico del Covid”. L’uscita di Bassetti appare quindi un affondo esplicito proprio contro il Governo.

Il fenomeno rischia di esplodere da oggi, primo febbraio 2022, proprio a causa di quella che il medico genovese chiama “isteria” sui tamponi, e si fa sempre più concreto il rischio di una paralisi in tutta Italia a causa di una percentuale enorme di positivi al Covid sebbene completamente asintomatici e, probabilmente, falsi positivi.

Da oggi per accedere a molteplici negozi e servizi pubblici sono infatti obbligatori i Green Pass semplici ottenibili con vaccino, guarigione entro 6 mesi o test molecolare (72 ore prima) o antigienico (48 ore) negativo.

Il numero dei vaccinati in Italia in tempo reale

Va rammentato che a differenza di molte nazioni europee il tampone in Italia non è gratuito ma ha un costo “calmierato” di 15 euro che rappresenta un balzello in più nei confronti di chi non vuole aderire alla campagna vaccinale a causa dei ripetuti allarmi sulle reazioni avverse degli attuali sieri antiCovid, evidenziate di recente da un’allarmante articolo di Science sulla lunga durata di gravi effetti indesiderati.

Secondo le statistiche di RAI News ad oggi solo l’83,3 % degli Italiani ha fatto almeno una dose, il 79,5 % già due e soltanto il 55,6 % anche il booster della terza dose. Ciò significa che soltanto 50.199.075 italiani hanno fatto almeno una dose mentre i restanti 9.037.138 ancora nessuna.

Escludendo da queste percentuali i circa 4,2 milioni bambini under 12 per i quali non sussiste l’obbligo di Green Pass, significa che da oggi circa 5milioni di cittadini dovranno fare un test molecolare o antigienico per attività considerate non essenziali ma comunque fondamentali nell’esistenza sociale come prelevare la pensione o pagare una bolletta in posta, fare una pratica all’INPS o in Municipio, comprare un paio di scarpe ecc.

A questo numero già enorme va aggiunto quello al momento incalcolabile dei vaccinati con una dose che non hanno fatto la seconda e la terza dose nei tempi previsti dal ciclo di vaccinazione (due settimane per la II, 4 mesi per il booster) ed ha quindi perso la validità del Green Pass Rafforzato come spiegano le FAQ del Ministero della Salutesulla certificazione verde.

«Green pass booster: si intende la Certificazione verde COVID-19 rilasciata dopo la somministrazione della dose di richiamo, successiva al completamento del ciclo vaccinale primario (per il richiamo Circolare del Ministero della salute 24 dicembre 2021 e Circolare del Ministero della Salute 6 dicembre 2021). Chi non ha ancora fatto la dose di richiamo potrà utilizzare il green pass da ciclo vaccinale primario completato o da guarigione, ma dovrà presentare contestualmente un documento, cartaceo o digitale, di un test antigenico rapido o molecolare, eseguito nelle 48 ore precedenti, che attesti l’esito negativo al SARS-CoV-2».

LA GIUNGLA NORMATIVA

Pertanto un possessore di Green Pass semplice da vaccinazione con due dosi per poter accedere alle attività dove è previsto quello “rafforzato” sarà costretto a farsi inoculare il booster, anche se di dubbia efficacia contro la variante Omicron e pericoloso per il sistema immunitario soprattutto negli adolescenti, oppure ricorrere anche lui ad un tampone. Ciò legittima le ovvie considerazioni del primario di Infettivologia di Genova.

«Abbiamo oggi una quantità di norme, decreti e dpcm che rendono la situazione una giungla, nella quale credo che gli stessi legulei abbiano difficoltà a districarsi: ovvero le regole sono una contro l’altra, una che richiama la precedente. Abbiamo bisogno di convivere con questo virus, perché sarà con noi ancora per molto molto tempo» ha aggiunto Bassetti.

«Con il 90% di italiani vaccinati, dobbiamo semplificare. Ieri mattina, arrivando da Genova, ho trovato l’aeroporto e le vie di Roma deserte, vuol dire che la gente ha paura, è terrorizzata dal Covid. Non credo che dobbiamo dire che è finito tutto, ma bisogna anche arrivare a un alleggerimento. Perché la variante Omicron causa 125 milioni di contagi al giorno nel mondo, il ché vuol dire che nel giro dei prossimi due mesi avremo il 50% della popolazione mondiale che sarà infettata».

Sulla questione certificazione verde, anche questa andrebbe tolta “ad inizio primavera. Col 95-96% di popolazione coperta dall’infezione grave, va tolto”, ha detto a Libero.

Invece l’ultimo Consiglio dei Ministri ha varato la proroga di dieci giorni dell’obbligo di mascherine anche all’aperto e del divieto di apertura alle discoteche già oggetto di fortissime contestazioni.

LE NUOVE REGOLE SUL GREEN PASS

Purtroppo i suggerimenti dell’epidemiologo sono stati suggeriti dal Governo di Mario Draghi solo quanto incalzavano verso un inasprimento delle restrizioni antiCovid e verso un obbligo dei vaccini Pfizer e Astrazeneca: le multinazionali che hanno finanziato Bassetti ponendolo in conflitto d’interessi come altri medici chiamati a ruoli chiave nell’emergenza pandemica.

«Da oggi scatta la validità del super green pass a 6 mesi (salvo probabili nuove proroghe) e scattano ulteriori stringenti misure per i non vaccinati, a partire dalle multe per gli over 50 che non hanno ancora effettuato la prima dose. Il certificato verde è quindi necessario per entrare alle poste, in banca, negli uffici pubblici e nella maggior parte dei negozi, tabaccai inclusi. Restano a ingresso libero solo i supermercati, gli alimentari, le farmacie e pochi altri esercizi commerciali di beni essenziali» rammenta RAI News.

Praticamente sarà necessario il Green Pass per accedere fisicamente a qualsiasi attività finanziaria e commerciale non alimentare mentre non lo sarà per sporgere denuncia alle forze di polizia, ottenere diagnosi e cure dalle strutture sanitarie.

Ciò comporta che anche per qualsiasi pratica in un patronato sindacale o presso un CAF, ad esempio per il rinnovo dell’ISEE necessaria per tutte le sovvenzioni statali (Assegno unico, reddito di cittadinanza, altri contributi sociali ecc) il cittadino non vaccinato dovrà prima risultare negativo al Covid grazie un tampone.

BOOM DI TAMPONI CON RISCHIO ASINTOMATICI

Ma come abbiamo già evidenziato in precedenti articoli ciò aumenta il rischio di rilevamento di asintomatici per la contagiosa variante Omicron, tra i quali potrebbero annidarsi migliaia e migliaia di “falsi positivi” a causa dei tamponi RT-PCR ritenuti inaffidabili se non in versione multiplex (cioè capaci di distinguere i vari coronavirus da quelli influenzali).

Basti pensare che l’epidemia di asintomatici da Omicron sta crescendo in modo notevole anche in una regione classificata “Arancione” come il Piemonte. Dei 9.988 nuovi casi comunicati dal bollettino regionale piemontese il primo febbraio gli asintomatici sono ben 8.752 ovvero l’87,6%.

Secondo i dati del Ministero della Salute riportati dall’Ansa domenica 30 gennaio sono stati 818.169 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Sabato 29 (in riferimento a venerdì 28) erano stati 999.490. Il tasso di positività era al 12,7%, in calo rispetto al 13,7% di sabato: 104.065 i nuovi contagi di domenica 30 gennaio mentre secondo il report di sabato 29 erano stati 137.147. Sono invece 1.593 le terapie intensive, 5 in più di sabato nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 95. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.617, ovvero 19 in meno rispetto a sabato.

Ciò significa che in virtù del Green Pass semplice obbligatorio per l’accesso in vari uffici e attività il numero dei tamponi potrebbe raddoppiare o triplicare con un incremento esponenziale degli asintomatici proprio tra coloro che, non essendo vaccinati, sono sottoposti a quarantena di almeno dieci giorni.

Mentre per i vaccinati “asintomatici” scatta solo l’auto-sorveglianza che consente ad alcune persone di rispettare un protocollo diverso rispetto al periodo di quarantena se entrano in contatto con un positivo: riguarda i vaccinati che hanno già ricevuto la terza dose o il booster, i vaccinati con ciclo completo “primario” da meno di 120 giorni e i guariti dal Covid da meno di 4 mesi.

TEST COVID: PER I NO VAX OCCASIONE DI GREEN PASS RAFFORZATO

Sono oltre 1 milione e 680mila gli over 50 non vaccinati che rappresentano lo zoccolo duro dei NO VAX  e NO CAVIA, contrari a questi sieri genici sperimentali rivelatisi sempre più pericolosi. Essi rappresentano il 6 % dei 28 milioni di italiani a cui il Governo Draghi ha imposto d’imperio la vaccinazione antiCovid (tra essi operatori sanitari e scolastici, forze dell’ordine, forze armate e volontari del soccorso).

Gli over 50 non vaccinati (esclusi gli esenti e i guariti di recente) riceveranno dall’agenda delle Entrate una sanzione di 100 euro una tantum, su disposizione del Ministero della Salute e con modalità che attendono di conoscere per opporsi con una marea di ricorsi al giudice di pace o al Tribunale ordinario.

Sempre per gli ultracinquantenni dal 15 febbraio entrerà definitivamente in vigore l’obbligo di Green Pass rafforzato, ottenibile solo con vaccinazione o guarigione da Covid, per accedere ai luoghi di lavoro (con multe tra i 600 e i 1.500 euro per i trasgressori) e i lavoratori che non presenteranno il certificato saranno sospesi senza stipendio.

Ma in loro aiuto potrebbe giungere proprio l’imposizione del Green Pass per le attività quotidiane che potrebbe rivelarsi un boomerang per la forzosa campagna vaccinale del governo Draghi che ha suscitato dure opposizioni legali da parte di poliziotti e militari. 

Se infatti un NO CAVIA o NO VAX risultasse positivo benché asintomatico non dovrebbe far altro che lamentare mentre è in quarantena quelle sintomatologie tipiche del Covid-19: raffreddore, tosse, mal di gola. Così avrebbe il Green Pass rafforzato per 6 mesi, ovvero ben oltre il 15 giugno 2022 quando dovrebbe scadere l’obbligo di vaccinazione per gli over 50, salvo nuove proroghe dell’emergenza COVID come preannunciate dal rinvio della scadenza dell’App IMMUNI.

Carlo Domenico Cristofori
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MAIN SOURCES

GOSPA NEWS – WUHAN.GATES REPORTAGE

GOSPA NEWS – INCHIESTE CORONA VIRUS

FANPAGE – BASSETTI CONTRO LA GIUNGLA NORMATIVA